CLUB ALPINO ITALIANO - SEZIONE DI GUBBIO

CONSIGLI PER GLI ESCURSIONISTI

L'escursione

Scegli itinerari in funzione delle tue capacità fisiche e tecniche, documentandoti adeguatamente sulla zona da visitare.
Di preferenza non intraprendere da solo un'escursione in montagna e in ogni caso lascia detto a qualcuno l'itinerario che prevedi di percorrere.
Il segreto per coprire grandi distanze è un ritmo costante, senza strappi, arresti o partenze improvvise, dettato dal proprio allenamento e dalle proprie capacità fisiche.
All'inizio dell'escursione bisogna imporsi un passo moderato così da scaldare progressivamente i muscoli e superare senza danni la parte più dura: la prima ora di cammino. Si deve adottare sempre un ritmo di marcia coordinato con quelli della respirazione.
Sono da evitare le lunghe pause perché, oltre a danneggiare la muscolatura, causano un nocivo raffreddamento generale del corpo.
Quando si cammina il corpo deve rimanere verticale, con il baricentro perpendicolare ai piedi; in discesa e in salita anche leggermente inclinato in avanti. Non bisogna sbilanciarsi all'indietro: è il movimento migliore per scivolare.
Se cammini in gruppo prevedi tempi di percorrenza in relazione agli escursionisti più lenti.
Informati sulle previsioni meteo e osserva costantemente lo sviluppo del tempo.
Non rischiare, nel dubbio torna indietro.
Riporta a valle i tuoi rifiuti.
Rispetta la flora e la fauna.
Evita di uscire dal sentiero e di fare scorciatoie.
Rispetta le culture e le tradizioni locali.
Camminate ad occhi aperti, osservando l'ambiente che ci circonda, imparando ad amarlo, a rispettarlo e a vivere in esso con equilibrio ed armonia. Lo sapevate che in un anno un ettaro di bosco può liberare nell'aria 20 tonnellate di ossigeno, 3.500 tonnellate di acqua e fissarne 10 di carbonio dall'anidride carbonica dell'atmosfera !?

Che cosa mi metto?

Le condizioni del tempo in montagna possono essere molto variabili e possono cambiare, improvvisamente, più volte anche nel corso della stessa escursione. Pertanto devi essere in grado di affrontare il caldo o il freddo, il vento o la pioggia. Durante l'escursione devi avere con tè tutto ciò che ti può servire (quello che non indossi subito, lo metti nello zaino).
Per un'escursione a media quota occorrono: scarponi con suola scolpita, robusti, da escursionismo, che ti proteggono fino alla caviglia; calze di lana; calzini di cotone; pantaloni lunghi; maglietta (con ricambio); camicia; maglione di lana (o due maglie leggere); giacca a vento; berretto di lana e/o di tela per il sole; guanti di lana; mantella per la pioggia.
Durante le soste copriti subito e alla fine dell'escursione non tenerti addosso i vestiti bagnati dal sudore. Lascia in macchina o sull'autobus quanto serve per cambiarti: scarpe, calzini, maglietta, tuta.

Cosa mangio? Cosa bevo?

Camminando in montagna consumi molte energie: ci vuole dunque una corretta alimentazione adatta a reintegrarle senza appesantirti o impegnare il corpo in una difficile digestione. A casa fa una abbondante colazione, ricca prevalentemente di carboidrati e zuccheri: biscotti, pane, burro, marmellata o miele, latte, frullato o the zuccherato e frutta fresca.zaino1
Nello zaino metti (quantità modiche, in base ai gusti e alle esigenze personali):

Conviene riporre tutto o almeno gli alimenti che si possono schiacciare, in un contenitore di plastica.
Con il sudore se ne vanno liquidi e sali indispensabili per l'organismo: devi bere poco ma spesso, anche se non ne senti il bisogno. Non dimenticare quindi di avere sempre acqua nella tua borraccia riempiendola quando trovi sorgenti, per non rischiare di essere senza proprio quando ti serve. Utili gli integratori salini in bustina. Evita invece le bevande in lattina che comportano, tra l'altro, un inutile ingombro.
A casa, la sera, fai una bella cena (minestrone di verdure con pasta o riso, pastasciutta con condimenti leggeri verdure cotte, ecc.) e bevi abbondantemente (succo di ananas o pompelmo ecc.) per reintegrare i sali persi con il sudore.

Lo zaino

Non usare borse, sacchetti e simili: non sono pratici e adatti per una escursione in montagna.
Lo zaino è indispensabile: permette di trasportare comodamente tutto ciò che ti serve. Scegline uno di misura media: per l'escursionismo di base è sufficiente acquistarne uno da 45-55 litri.
Lascia a casa il superfluo: lo appesantirebbe e aumenterebbe la tua fatica. Non lasciare però a casa quello che ti serve veramente.
Devi mettere nel tuo zaino tutto il necessario e solo il necessario:

Il tempo

La nebbia costituisce uno dei maggiori problemi per l’escursionista, specialmente in alta montagna quando, su tratti innevati, compare in banchi improvvisi e imprevisti. Fenomeno comune in montagna in qualsiasi stagione, anche in estate, la nebbia, o meglio le nuvole basse, rendono difficile la vista dell’itinerario e, a lungo andare, disorientano anche chi è pratico della zona. Le conseguenze sono immaginabili: trovarsi in terreni sconosciuti, di fronte a difficoltà impreviste, e talora insuperabili, come balze e pareti, con dispendio di tempo, energie e rischio di bivacco in luoghi inospitali. E' opportuno, prima che arrivi la nebbia, stabilire la propria posizione con l'uso della carta, dell'altimetro e della bussola e la direzione da seguire. Spesso è saggio tornare sui propri passi.

Il caldo, oltre che ostacolare la marcia, può provocare eritemi solari, arrossamenti della cute, colpi di calore o di sole, che si manifestano con cefalea, vertigini, nausea, vomito e febbre alta. Tali problemi vanno prevenuti con una protezione adeguata del corpo, sia per quanto concerne l’abbigliamento - indispensabile il cappello - che con l’uso di creme solari protettrici. Nelle giornate molto calde e afose è bene pensare ad una sosta nelle ore centrali del giorno, recuperando nelle ore più fresche del mattino e della sera. La sensazione più immediata che determina il calore è la sete, in pratica l’allarme del nostro organismo per reintegrare i sali minerali perduti col sudore. La frutta può servire bene allo scopo. Da evitare bevande troppo fredde, mentre è sempre consigliabile il tè.

Il freddo eccessivo può provocare il congelamento, che interessa soprattutto le mani e i piedi. Il primo sintomo è dato dall’arrossamento della pelle e dal dolore intenso, e si cura con frizioni e massaggi con alcool, grappa, eccetera. E' importante un buon abbigliamento e una corretta alimentazione, che consentono al nostro organismo di risparmiare calorie, altrimenti fornitegli dai depositi degli zuccheri e di grassi esistenti nel corpo. E' sempre bene evitare gli alcolici che, pur dando una sensazione di calore, provocano la pericolosa vasodilatazione. Un altro fattore dipendente dalla nostra volontà è il movimento che istintivamente cerchiamo di fare quando abbiamo freddo: ciò provoca un aumento di consumo di sostanze nutritive da parte dei muscoli e un conseguente aumento delle temperatura corporea.

La pioggia è sempre da tenere in considerazione. Per affrontarla l'ideale rimane l'ombrello pieghevole da portare nello zaino e le mantelle impermeabili che coprono anche lo zaino ove avremo riposto, nel caso di lunghe escursioni, un ricambio completo protetto in buste di plastica. Se si cammina sotto la pioggia indossando l'impermeabile il risultato sarà quello di non bagnarsi dalla pioggia ma dal sudore in quanto impermeabilità e traspirazione sono difficilmente conciliabili. Solo la nostra pelle è in grado di svolgere al meglio questa funzione

Il fulmine che accompagna i temporali, soprattutto quelli estivi pomeridiani, è da evitare con alcuni accorgimenti. Più l’oggetto è alto, più è vulnerabile. Alle prime avvisaglie del temporale conviene scendere, abbandonando i rilievi marcati, per portarsi in luoghi meno esposti. State alla larga da “vie ferrate”, da pareti rocciose, torrenti, alberi (specie se grandi e vecchi) e soprattutto dagli oggetti metallici, soprattutto se appuntiti, che sono conduttori di elettricità. Se raggiungete una baita o una capanna, evitate le correnti d’ aria e non state davanti al camino, ma preferibilmente al centro della stanza. Se siete all’aperto accovacciatevi, isolandovi dal suolo con corde, indumenti o zaino. Talvolta l’elettricità si scarica anche senza che il fulmine cada. Ne danno avvertimento i capelli che si rizzano, solletico e prurito nelle parti scoperte del corpo e fiammelle azzurre nell’aria.

La neve va affrontata con attrezzature adeguate (racchette, bastoncini da sci, ramponi, piccozza, ghette). La neve fresca offre un pessimo supporto, soprattutto se farinosa. Quando la neve è vecchia e con tendenza a fondere, assume una colorazione bluastra, camminarci è difficile e le valanghe sono frequenti. E meglio evitare i pendii pericolosi e gli itinerari noti per le loro valanghe, informandosi bene prima di partire. Se si è costretti ad attraversare una zona sospetta, la cosa migliore da fare è avanzare uno alla volta in modo che in caso di valanga gli altri possano prestare soccorso. In caso di neve ricordarsi di modificare le proprie tabelle di marcia.

Pronto soccorso

Ferite: dopo aver opportunamente disinfettato, si tampona la fuoriuscita di sangue in sede o apponendo un laccio emostatico a monte della ferita, e quindi si fascia il tutto con una garza o un fazzoletto.

Trauma distorsivo: è consigliabile l’applicazione sulla zona interessata di ghiaccio o acqua fresca, posizionando l’arto in riposo.

Punture di insetti: oltre a una reazione locale, in rari casi possono procurare dei veri e propri shock. L’urgenza viene risolta con un impacco di Amuchina sulla zona interessata, mantenendo inumidita la garza costantemente. Nel periodo estivo è buona norma portarsi un set monouso succhiaveleno, il metodo più efficace e sicuro nel trattamento delle morsicature da ofidi reperibile in farmacia.

Vesciche e piaghe: si possono formare facilmente nei piedi durante il cammino. Le prime vanno prevenute con calze e scarpe adeguate e se tendono a formarsi, è utile usare i cerotti, ma appena avvertito l’arrossamento, prima cioè che questo si tramuti in vescica. Altitudine: l'aumentare della quota e il diminuire della pressione atmosferica nell’organismo si provoca un aumento della pressione arteriosa che può preoccupare gli individui anziani, i sofferenti di cuore e gli ipertesi. E' sempre opportuno salire o scendere con gradualità, acclimatandosi mano a mano. Cosa ben diversa e assai negativa è invece portarsi in quota o scendere nel giro di pochi minuti come si fa quando si usano funivie. Un sintomo dovuto alla rarefazione dell’ossigeno è il “mal di montagna”: si verifica a quote variabili da soggetto a soggetto e si manifesta con un senso di malessere, di vertigine e di debolezza.

Emergenza: i segnali di richiesta di aiuto possono essere acustici o luminosi. Le modalità di chiamata sono le seguenti: un segnale ogni dieci secondi, ripetuto per sei volte nello spazio di un minuto, con successiva pausa di un minuto e così via. La risposta è un segnale ogni venti secondi ripetuto per tre volte nello spazio di un minuto con successiva pausa di un minuto. Esistono anche segnali internazionali di soccorso terra-aria rivolti a elicotteri e aerei. Chi intercetta un segnale di soccorso è tenuto ad avvertire il Posto di chiamata o la Stazione di Soccorso Alpino più vicina.

 

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LA SALITA

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LA DISCESA

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raccomandazioni

Forestale

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